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Come utilizzare un’Energia Rinnovabile, o riciclabile. In Fig. 1), la parte “A” è una ruota dentata, che con la manovella, diventa ruota motrice. La parte “B” ha il compito di trasmettere il moto dalla ruota motrice al volano ed è formata da una ruota principale, che possiamo dire “ruota B”; su detta ruota vi è sistemato un albero con due ruote dentate, che possiamo dire “ingranaggi B”. La parte “C” è un volano con incorporato una ruota dentata.
Con la ruota motrice che gira in modo destrorso, ci si aspetta tutt’altro, ed invece, può sembrare fuori dalla logica il fatto che la ruota motrice spinga l’ingranaggio ad essa accoppiato, senza farlo girare, ed anzi succede che anche questo gira in modo destrorso e, quindi, la ruota “B” diventa più veloce della stessa ruota motrice; quando si osserva il funzionamento, diventa tutto logico ed è facile capire il perché. PROVE. Fig. 2) La ruota motrice ha una puleggia con circonferenza di 1 metro, che gira in modo destrorso tramite 1Kg. appeso ad una fune; il volano è formato da un peso di Massa 1, fatto nel modo che ad ogni giro percorra la distanza di un metro. 1) Teniamo bloccati gli ingranaggi “B”, così facendo abbiamo un rapporto di trasmissione 1:1. Con la spinta di 1 Kg. della ruota motrice, al volano arriva tutta la spinta di 1 Kg., e per il tempo di 1 secondo, il volano prende la velocità di 1 metro ogni secondo; tutto normale. 2) Teniamo bloccata la ruota “B”, così facendo abbiamo un rapporto di trasmissione 1:10. Con la spinta di 1 Kg. della ruota motrice, al volano arriva la spinta di 1/10 di Kg., e per il tempo di 1 secondo il volano prende la velocità di 1/10 di metro per ogni secondo; tutto normale. 3) Non teniamo bloccata nessuna ruota notiamo che il peso della ruota motrice scende quasi a caduta libera, senza dare nessuna spinta al volano.
SPIEGAZIONE. 1) Prima prova: partiamo con il meccanismo che è fermo e con la ruota “B” bloccata, quindi il rapporto di trasmissione è 1:10; ora, dosando la variazione di frenatura in meno, si ottiene uno scivolamento della ruota “B”; lo scivolamento si deve poter dosare fino a portare la velocità della ruota “B” al massimo alla stessa velocità della ruota motrice, quindi fino ad ottenere il rapporto 1:1, e oltre non ci interessa. Notiamo che solamente utilizzando il freno della ruota “B”, possiamo ottenere una trasmissione mista; cioè una parte di moto viene trasmesso attraverso gli ingranaggi con rapporto di trasmissione 1:10, ed una parte di moto viene trasmesso con rapporto di trasmissione 1:1; sembra tutto normale. A cosa serve il freno degli ingranaggi? Certamente potrà servire a qualcosa. 2) Seconda prova: supponiamo che il volano faccia 100 giri al secondo e la ruota “B” sia bloccata, in questo modo la ruota motrice compie 10 giri per ogni secondo; tutto gira per inerzia. Osserviamo che la ruota motrice perde 10 giri per seguire la velocità del volano, ed in più la ruota motrice spinge con 1 Kg. sulla parte “B”, e sul volano arriva solo 1/10 di Kg.; se dosiamo la variazione di frenatura in meno, otteniamo uno scivolamento della ruota “B”; fermiamoci allo scivolamento di 1 solo giro al secondo, abbiamo ottenuto una trasmissione mista con rapporto di trasmissione poco inferiore di 1:10. Infatti, succede che il giro in più della ruota motrice, verrà distribuito in positivo nei 100 giri del volano, tutto normalmente bene, nulla di più. 3) Continuazione della seconda prova: se utilizziamo il freno degli ingranaggi “B”, certamente qualcosa succederà, in meglio o in peggio, però qualcosa dovrà succedere. Se usiamo la variazione di frenatura degli ingranaggi “B” con la dose giusta, nel modo che il decimo di Kg. di spinta che dovrebbe arrivare sul volano, quasi non arriva, certamente arriverà la spinta di 1 Kg. in diretta, per spinta senza rotazione. Notiamo che si consuma più energia per la spinta di 1 Kg. in confronto alla spinta di 1 decimo di Kg., e poi vi è il Kg. appeso alla ruota motrice, che segue la legge in base alla quale deve sempre trovare il modo di consumare di più. Quindi, potrebbe essere logico che la ruota motrice, per poter consumare più energia, se non trova altra possibilità per il fatto che vi sono gli ingranaggi frenati, si adatta a dare una seconda spinta al volano; diciamo una spinta in parallelo, il cui moto non passa dalla rotazione degli ingranaggi. Riflettendo bene, il tutto dovrebbe funzionare, perché la forza motrice trova il modo di consumare il massimo possibile, al di là di come questo consumo sia utilizzato. In ogni modo, anche se vi fosse una sola probabilità favorevole su mille, ne varrebbe la pena provare. Per questo motivo ho costruito il meccanismo come Fig. 3). Il tutto è montato su un telaio; le parti “A”, “B” e “C” ruotano in modo indipendente su un albero a sbalzo, non rotante. Nella fase di costruzione, ho pensato di fare la parte “D”; lo scopo sarebbe di portare il moto dal volano alla ruota motrice con rapporto 9:1. Sulla parte “D” vi è anche montata una puleggia, che potrebbe servire per frenare la ruota ”B” nella fase di scivolamento dosato. |